fatiche di fine anno scolastico, mamma aiuta figlio a fare i compiti

La fine dell’anno scolastico è un momento sempre tanto atteso dai nostri figli.

La stanchezza dell’anno appena trascorso, le belle giornate che diventano più frequenti, il clima più favorevole ai pomeriggi all’aperto rendono spesso difficile concentrarsi.

Trovare l’equilibrio tra la voglia di spensieratezza e gli ultimi sforzi scolastici diventa sempre più difficile.

Questo porta spesso all’aumento di tensioni tra genitori e figli: le raccomandazioni da parte degli adulti crescono esponenzialmente e l’attenzione alla scuola diventa massima.

Tensioni che quest’anno si inseriscono in una cornice nuova, alla fine di un anno scolastico fatto di stop e ri-partenze, di didattica a distanza e nuove modalità di apprendimento che hanno già contribuito a influire in maniera significativa sul rapporto tra genitori e figli.

Fine anno scolastico: 5 consigli per i genitori

In questo articolo gli psicologi di Stimulus Italia hanno raccolto cinque piccoli consigli su come gestire quest’ultima parte dell’anno scolastico, con un occhio di riguardo al benessere in famiglia.

1. La preoccupazione del genitore è lecita

L’apprensione da parte di un genitore e le tensioni in famiglia per lo sprint finale del figlio sono normali, tuttavia è importante far capire che il primario interesse dei genitori è che i figli siano sereni, che possano trascorrere un’estate tranquilla e che stiano bene.

Infatti, i figli lamentano spesso che ai genitori interessi solo la scuola e che guardino prettamente i voti e non come loro realmente si sentono.

Questo comportamento tante volte li porta ad avere atteggiamenti di opposizione nei confronti della scuola stessa, con i quali esprimono in maniera indiretta il dissenso nei confronti dei genitori.


2. Focalizzarsi sulla situazione

Quando si è alla fine di un anno scolastico, conviene non sprecare le proprie energie sottolineando come i figli si interessino di più agli amici piuttosto che alla scuola.

Da un certo punto di vista è normale che sia così, altrimenti i figli sarebbero già adulti e non avrebbero bisogno della guida dei loro genitori.

Al contrario, conviene focalizzarsi sul portare a casa il risultato più importante (la promozione) ed evitare di giudicare i figli per gli errori commessi.

Ricordatevi che, anche se non ve lo fanno vedere, i figli criticati dai genitori stanno male, perché si sentono sbagliati e rischiano di perdere la fiducia nella propria capacità di migliorarsi.


3. Diffondere un atteggiamento positivo e costruttivo

È importante bloccare sul nascere gli atteggiamenti ostili dei figli verso la scuola e i professori.

Rinforzateli, dategli un aiuto e una carica, soprattutto sulla spinta motivazionale, perché se si trova una valida motivazione diventa tutto più leggero. A loro fa molto piacere avere un genitore motivatore, anziché “accusatore”.

Una volta arrivati al traguardo si esamineranno le maggiori criticità e si cercheranno insieme le soluzioni più funzionali.


4. Essere di aiuto

È importante aiutare i propri figli a migliorare senza far pesare gli errori, facendo capire che i genitori ci sono passati prima di loro quando erano giovani, così che non vi vedano come persone infallibili e di conseguenza non provino sentimenti di fallimento.

È importante far capire ai figli che la posizione professionale che rivestite è frutto di anni di studio e di lavoro e che anche loro possono arrivarci tranquillamente, passo dopo passo.

Questo darà loro forza e speranza.


5. Non sostituirsi a loro

Non fate le cose al posto loro, non studiate per loro perché non impareranno l’autonomia, non sperimenteranno l’autoefficacia e non si sentiranno sicuri di loro stessi.

Avere un genitore che li segue ogni giorno su ogni materia e su ogni argomento, oltre ad essere fonte di conflitti, non li aiuta a sperimentarsi in prima persona.

Molto meglio fare il punto della situazione con loro ogni settimana e pianificare insieme a loro la strategia per affrontare le verifiche e le interrogazioni, senza porsi in un ruolo di controllore.

In conclusione

La fine dell’anno scolastico rappresenta, simbolicamente, l’avvicinarsi verso nuove tappe evolutive del ciclo di vita della famiglia.

In questi passaggi entrano in gioco aspetti emotivi importanti:

  • le speranze e le disillusioni,
  • il senso di fiducia e la paura “di non farcela”,
  • il rapporto con la propria storia di vita rivissuta in quella con i figli.

Per questo motivo è cruciale affrontare i passaggi evolutivi con la giusta lucidità, in modo da non cadere nello sconforto e continuare ad essere generatori del benessere proprio e altrui.

In un anno molto complesso, dove le dinamiche genitori-figli sono state fortemente influenzate dalla pandemia, dalle continue chiusure e ri-apertura, dall’incertezza, occorre aiutare le persone ad affrontare le fatiche quotidiane con strumenti nuovi, capaci di salvaguardare la capacità di ognuno di generare un valore personale e sociale.

In questa direzione, il supporto psicologico a distanza per i collaboratori diventa un prezioso spazio di ascolto, dove confrontarsi con professionisti e ricevere consigli pratici per affrontare al meglio questi giorni di fine anno scolastico.

Lascia un commento