evoluzione del benessere, tavola rotonda Intesa Sanpaolo

Giovedì 13 Maggio 2021, Diego Scarselli, Operations Manager Stimulus Italia è stato ospite della Tavola Rotonda organizzata da Intesa Sanpaolo dal titolo “2021: l’evoluzione del Ben-Essere, l’esperienza di oggi per il nuovo equilibrio di domani”.

A partecipare all’incontro diversi esperti del benessere protagonisti di CareLab, la piattaforma riservata ai dipendenti Intesa Sanpaolo che propone contenuti, strumenti e iniziative focalizzate nei tre ambiti del benessere: fisico, psicologico e sociale.

L’evento, moderato da Andrea Minogini, Group Senior Director People & Process Care Intesa Sanpaolo, è stato un’occasione per provare a guardare la pandemia da un’altra angolatura, riflettendo su quali cambiamenti favorevoli abbia saputo generare nelle organizzazioni e nella vita quotidiana.

Quali lezioni abbiamo imparato? Quali nuove priorità abbiamo riscoperto? Abbiamo coltivato nuove abitudini che ci hanno fatto stare meglio? Quali opportunità abbiamo identificato e colto? Quali vorremmo cogliere?

Resilienza e atteggiamento positivo: gli strumenti per rispondere all’incertezza

“Oltre un anno fa tutti noi siamo stati catapultati all’interno di un tunnel di vita fortemente e bruscamente discontinuo rispetto al nostro modo di vivere e di lavorare, che avevamo sperimentato per anni e al quale, nel bene e nel male, ci eravamo in larga parte adattati – spiega Minogini.

Dentro questa esperienza, molti di noi hanno provato disagio, hanno dovuto affrontare difficoltà e situazioni talvolta dolorose e totalmente inaspettate. Spesso ci siamo trovati privi di armi e spaesati di fronte a un contesto così diverso e stringente”.

Proprio sul tema dell’equilibrio emotivo e della risposta a questa nuova normalità è intervenuto Diego Scarselli che ha sottolineato come “gli strumenti che la pandemia ci ha costretto a sviluppare per affrontare l’incertezza sono diversi. Tra questi:

  • allenamento della resilienza, ossia la capacità di emergere da una difficoltà importante, saper ritrovare un nuovo equilibrio in linea con i nostri bisogni e guardare al futuro;
  • disponibilità a cambiare le proprie abitudini a seconda delle necessità. La pandemia è stata un “test” della nostra capacità di accettare l’incertezza, un’occasione per ripensare la scala delle priorità e di conseguenza un modo per allenare la nostra capacità di fare temporaneamente delle rinunce;
  • lucidità, pazienza e ricerca di un equilibrio nel presente: la pandemia ci ha insegnato a concentrarci sul presente, in quanto non c’erano i presupposti per il ripristino di un ordine precedente né la possibilità di avere una prospettiva futura chiara e definita. In particolare, la dimensione del futuro è emersa in tutta la sua forza come il risultato di uno sforzo collettivo, caratterizzato dal raggiungimento di obiettivi comuni;
  • sviluppo di un atteggiamento positivo, capace di farci vedere i lati favorevoli delle situazioni (“di necessità, virtù”). Questa è una qualità che si sviluppa quando stiamo nel presente con la mente e con il corpo. Per la sua capacità di attivare negli esseri umani la ricerca di soluzioni nuove, la pandemia è qualcosa che tutti ci porteremo dentro ma non per questo ci farà vivere male.”

Un nuovo rapporto genitori e figli: due prospettive generazionali

Questa dimensione è tuttavia solo una delle tante di cui tenere in considerazione.

Come ha sottolineato Minogini nel corso del tavolo virtuale, “abbiamo creato nuove abitudini, diverse dalle precedenti, abbiamo ristrutturato le nostre agende di vita e di lavoro. Anche le relazioni interpersonali con amici, conoscenti e famiglie sono state fortemente impattate”.

Su queste dinamiche è intervenuto nuovamente Diego Scarselli, il quale, riportando l’esperienza degli psicologi e psicoterapeuti del team di Stimulus Italia, ha voluto ricordare come la relazione genitori-figli possa essere analizzata oggi da due prospettive diverse.

“Una prima declinazione del rapporto genitori-figli si riscontra nella relazione tra il genitore e il figlio in età evolutiva.

Su questo tema riscontriamo le criticità classiche della genitorialità: 

  • riconoscere nel figlio qualcuno che è altro da sé, ossia riconoscere il suo essere diverso da come siamo noi e accettare modalità di vivere diverse dalle nostre;
  • esercitare una funzione educativa che aiuti il figlio a trovare soluzioni personali a problemi comuni, piuttosto che fornire indicazioni rigide e aprioristiche;
  • porsi come riferimento autorevole senza temere di essere messi in discussione;
  • chiedersi quali sono i bisogni del figlio nel suo percorso di crescita.

Una seconda declinazione è anche quella tra l’adulto e i propri genitori anziani. Qui i problemi maggiori sono:

  • assistenza e supporto al genitore per una patologia invalidante o una condizione di non autosufficienza;
  • difficoltà più “psicologiche”, come il fatto di sentirsi ancora molto dipendenti dalla famiglia di origine;
  • confronto/scontro generazionale sull’educazione dei figli (rapporto tra genitori, figli e nonni).”

Conclusione

La tavola rotonda ha permesso di affrontare il tema della pandemia sotto una luce nuova, ossia come un evento storico che ha costretto le persone ad attuare dei cambiamenti migliorativi alle proprie abitudini di vita.

Il percorso è ancora lungo, ma crediamo che le persone abbiano in sé la capacità ricreare il proprio equilibrio in un contesto sociale e culturale completamente mutato.

La sfida di Stimulus va proprio nella direzione di aiutare le aziende ad essere sensibili ai cambiamenti storici e ad attivare gli strumenti più funzionali per affrontare le sfide del domani.

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