Stress

Lo stress: comprendere la sua natura, gestire i suoi effetti – (PARTE 2 di 3)

Le capacità di coping

Le capacità di coping (dall’inglese to cope, “far fronte”) sono le strategie psicologiche con cui un individuo o un gruppo fanno fronte a un problema nuovo e “stressante”. Grazie a queste capacità, la persona e il gruppo diventano in grado di utilizzare altri tipi di risorse, come quelle economiche e materiali, che sono a utilizzate come possibili vie d’uscita alla situazione in atto. Più precisamente, le capacità di coping riguardano una combinazione di stili cognitivi e aspetti emotivistili di pensiero in relazione a emozioni che la persona è in grado di gestire anziché evitare. Tuttavia, non tutte le strategie psicologiche si equivalgono. Esistono infatti due stili di coping, trasformativo e regressivo, che conducono a esiti diametralmente opposti.

 

COPING TRASFORMATIVO

▪ La persona continua a investire positivamente su ciò che fa
▪ La persona continua ad avere una sensazione di controllo sugli eventi a cui partecipa
▪ La persona avverte il cambiamento come un arricchimento di sé

• La persona tende a ridimensionare la portata dell’evento
• Tende a focalizzarsi su nuove possibilità tarate sul presente, senza ripescare modalità rivelatesi funzionali nel passato


COPING REGRESSIVO O CONSERVATIVO

▪ La persona smette nel tempo di investire positivamente su ciò che fa
▪ La persona perde progressivamente la percezione di controllo sugli eventi a cui partecipa
▪ La persona avverte il cambiamento come uno svantaggio per sé

• La persona tende a ingigantire la portata dell’evento
• Tende a comportarsi secondo modalità rivelatesi funzionali nel passato, ma inadeguate nella situazione attuale.

 

Il coping trasformativo è uno stile adattivo che permette di accettare i naturali cambiamenti della vita, tale per cui la persona rinuncia a legarsi saldamente a una specifica configurazione e quindi tende a non percepire i cambiamenti come perdita di uno stato di benessere. Al contrario, il coping regressivo è uno stile improntato alla conservazione accanita di una determinato assetto di vita, per paura di attraversare momenti di incertezza legati ai cambiamenti di stato. A seconda del punto di vista assunto, un cambiamento può quindi essere percepito come sfida o come disgrazia. Nel primo caso vi è un adattamento (attivo) alla nuova situazione: la persona si ricolloca rispetto al mondo, intravede margini di scelta e formula un progetto. Nel secondo caso vi è un adeguamento (passivo) alla mutata situazione: la persona cova pensieri negativi su di sé e sul suo futuro, perde la possibilità di intravedere margini di scelta e non riesce a formulare un progetto per sé.

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