Stress al lavoro

Nel corso degli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza di come lo stress lavoro-correlato determini un impatto enorme sia sulla salute psicofisica degli individui che sull’efficacia ed efficienza produttiva. Partendo dall’assunto che le persone che lavorano in azienda costituiscono la risorsa essenziale e imprescindibile per la qualità ed il successo dell’azienda stessa, diventa fondamentale che le organizzazioni si impegnino con forza per assicurare le migliori condizioni di lavoro possibili, prevenendo quindi le diverse forme dello stress lavorativo e i suoi differenti esiti.

Cos’è lo stress lavoro correlato?

Lo stress lavoro-correlato può essere definito come una risposta emotiva che interviene quando le caratteristiche del lavoro non corrispondono alle capacità, risorse o bisogni dei lavoratori. Può condurre ad un indebolimento della salute e addirittura ad infortuni (Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, 2000).

Lo stress non è una malattia, ma uno stato di prolungata tensione che può ridurre l’efficienza sul lavoro e può determinare problemi di salute psicologica e fisica (come ad esempio, ansia, depressione, esaurimento nervoso e cardiopatie) (Backé et al., 2012; Chen et al., 2009).

Lavorare sotto una certa pressione per un breve periodo può migliorare le prestazioni e dare soddisfazione quando si raggiungono obiettivi impegnativi. Al contrario, quando le richieste e la pressione diventano eccessive e prolungate possono causare stress e possibili problemi di salute fisica e psicologica.

Perché è così importante gestire lo stress lavoro-correlato?

Affrontare lo stress lavoro-correlato e i rischi psicosociali può essere considerato costoso, ma ignorarli costa molto di più, come evidenziato da numerose ricerche (Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, 2014).

Ricerche recenti nei paesi della Comunità Europea evidenziano come lo stress legato alla attività lavorativa sia il problema di salute più largamente diffuso tra i lavoratori europei. Infatti La condizione di stress interessa circa il 22% dei lavoratori in Europa.

È stato stimato che una percentuale compresa tra il 50% e il 60% delle giornate lavorative perse in un anno è connessa allo stress lavoro-correlato.

Lo stress comporta costi significativi sia per le organizzazioni sia per le economie nazionali. Da una relazione dell’Eu-Osha emerge che il costo economico dello stress legato alla attività lavorativa in Europa è pari a 20 miliardi di euro all’anno (costi legati alla perdita di produttività, assenteismo per malattia, assistenza sanitaria ecc.).

E’ altamente probabile che il fenomeno aumenti in futuro, a causa di alcuni cambiamenti in corso nel mondo del lavoro (es. contratti di lavoro precari, insicurezza lavorativa, forza lavoro sempre più vecchia, squilibrio fra lavoro e vita privata): l’Organizzazione mondiale della Sanità prevede che entro il 2020 la depressione – spesso associata a uno stile di vita stressante – sarà la principale causa di assenza sul lavoro.

Come può essere d’aiuto la figura dello psicologo?

Lo stress lavoro-correlato si configura come un rischio particolare rispetto alle altre tipologie conosciute e rilevate, un rischio nel quale è intrinseca una forte componente soggettiva.

Lo stress lavorativo dipende fortemente dalla percezione della singola persona, secondariamente i fattori di rischio psicosociale dipendono sia da aspetti di carattere strutturale/organizzativo, sia da una componente relazionale legata al contesto. Una lettura psicologica di tali fattori, fornita da un esterno all’organizzazione, potrebbe aiutare i rappresentanti aziendali nell’impostare nel modo corretto un percorso di valutazione e a dare supporto per eventuali interventi migliorativi.

Lo psicologo dispone delle competenze necessarie al coinvolgimento dei membri dell’organizzazione e di tutti i lavoratori per promuovere un cambiamento di mentalità partendo dall’interno, seguendo l’idea che coloro che vivono quotidianamente la realtà aziendale possano fornire un contributo determinante alla prevenzione dei rischi di natura psicosociale.

La figura professionale dello psicologo può diventare un punto di riferimento nel team di valutazione, contribuendo a rendere la valutazione un’effettiva occasione per l’organizzazione di ripensare ai propri processi, alle proprie dinamiche interne e mettere in atto dei processi di reale miglioramento e sviluppo.

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