Salute al lavoro

Perché le aziende si interessano di benessere psicologico?

Oggi sono sempre di più le aziende che si interessano alla qualità di vita al lavoro e al benessere psicologico. Dal nostro punto di vista è il segno di un cambiamento culturale che sta investendo non soltanto l’idea di salute ma anche la concezione stessa di lavoro: lavorare, infatti, è visto come un mezzo di autorealizzazione non esclusivo, che deve sapersi integrarsi con le altre sfere della vita. Pertanto, in un mercato del lavoro sempre più mobile e competitivo, è importante che le aziende sappiano promuovere l’integrazione del lavoro con i bisogni delle persone, nell’ottica di un equilibrio crescente tra vita privata e vita professionale. Per questo motivo, la promozione del benessere psicologico sta entrando a pieno titolo nei piani di sviluppo organizzativo e nelle pratiche manageriali.

Che cos’è il benessere psicologico? Come si può raggiungere?

Per rispondere a queste domande bisogna partire dalla definizione di salute secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Nel 1948, infatti, l’OMS definì la salute come uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non soltanto come l’assenza di malattia. Questa definizione sancì il diritto, per tutte le persone, di godere di una qualità di vita soddisfacente, e il dovere, da parte degli individui, dei gruppi e delle organizzazioni, di mettere in atto azioni appropriate al fine di mantenere una buona qualità di vita.

Analogamente, con l’espressione salute mentale si fa riferimento ad uno stato di benessere psicologico grazie al quale l’individuo è in grado di sfruttare le sue capacità cognitive o emozionali, esercitare la propria funzione all’interno della società, rispondere alle esigenze quotidiane e stabilire relazioni soddisfacenti. Una persona “sta bene psicologicamente se soddisfa i suoi bisogni, affronta lo stress quotidiano, è capace di impegnarsi nel lavoro e nei rapporti interpersonali, sviluppa un senso di integrità, di progettualità e di appartenenza sociale. In sostanza, il concetto di salute mentale suggerisce che una persona è “sana” non quando risponde a un presupposto criterio di salute ma quando si prende cura di sé, poiché la salute psichica dipende da quanto ci impegniamo a mantenere il nostro stato di benessere nel tempo.

Nel corso dei cambiamenti di vita è possibile che le sfide da affrontare risultino superiori alle risorse disponibili per affrontarle. In questi casi può accadere che la mente entri in sofferenza e “perda alcune funzioni essenziali. Tra queste ricordiamo: la capacità di cogliere differenze tra diverse esperienze, la capacità di sentire e di percepire, la capacità di interpretare le cose per quello che sono, la capacità di stare nel presente, la capacità di discriminare il vero e il falso. Quando la nostra mente smette di usare queste capacità si parla allora di “sofferenza psichica”: la persona entra in una modalità rigida di vivere il quotidiano, tende a vedere connessioni inesistenti tra eventi di diversa natura e tende a non vedere più la realtà direttamente, per quello che è, ma attraverso le lenti deformanti di schemi, memorie e aspettative.

Perché occuparsi di salute mentale al lavoro

Se la salute mentale dipende dal grado di impegno nel prendersi cura di sé, perché è importante occuparsi di salute mentale al lavoro? La ragione principale è che l’ambiente e l’organizzazione del lavoro possono aiutare i lavoratori a prendersi maggiormente cura del proprio benessere e a promuovere un maggiore sostegno reciproco, riducendo i livelli di stress. Il lavoro, se vissuto positivamente, giova alla salute mentale aumentando il senso di integrazione sociale, di identità, di stima e di autorealizzazione. Sul posto di lavoro, i lavoratori che godono di buona salute mentale hanno prestazioni migliori e tendono a promuovere un ambiente di lavoro più produttivo. Per contro, i lavoratori che attraversano momenti di difficoltà tendono a vivere il contesto di lavoro in modo ostile e ad assentarsi più frequentemente.

In che modo l’azienda può promuovere la salute mentale al lavoro

Il primo passo per occuparsi di salute mentale al lavoro è promuovere un cambiamento culturale che incentivi i comportamenti che favoriscono la salute. Il motto che meglio riassume questo concetto è le persone prima di tutto: ciò significa che il benessere psicologico deve essere annoverato tra gli obiettivi aziendali e deve diventare il fondamento etico dell’organizzazione. In secondo luogo, occorre stabilire un piano di comunicazione interna per informare e sensibilizzare tutti i livelli aziendali sul tema della salute mentale al lavoro: l’azienda deve essere pronta a dichiarare la piena conciliabilità di benessere e carriera, premiando i lavoratori che meglio riescono a conciliare diversi contesti di vita. In terzo luogo, è importante valutare i bisogni della popolazione aziendale e aumentare il livello di partecipazione dei lavoratori alle decisioni del management.

In concreto, per promuovere il benessere psicologico in azienda è importante iniziare dall’organizzazione di eventi sociali ricorrenti dedicati agli stili di vita salutari. Parallelamente, la creazione di un portale web interno dedicato all’informazione sulla salute in azienda permette all’azienda di manifestare il proprio impegno costante nella creazione di un ambiente di lavoro sano per tutti. È inoltre importante offrire a tutti i dipendenti una formazione su come affrontare le situazioni stressanti, mentre al middle management si può dedicare una formazione più specifica su come fornire sostegno ai collaboratori nelle varie fasi di sviluppo dell’organizzazione. Infine, uno strumento di promozione del benessere che si sta diffondendo tra le aziende è la consulenza gratuita, tramite numero verde, in merito a problematiche di diversa natura, da quelle psicologiche a quelle legali, sul modello degli Employee Assistence Program anglosassoni. Grazie a queste iniziative, il benessere psicologico non rimane più una questione privata ma diventa un valore collettivo, capace di unire azienda e dipendenti in un progetto a lungo termine condiviso e sostenibile.

Lascia un commento