impatto psicologico del pensionamento, persona anziana al lavoro

Comprendere e gestire l’impatto psicologico del pensionamento.

Il pensionamento è una fase della vita importante costellata di profondi cambiamenti, in cui è richiesto di lasciare il ruolo lavorativo e sociale fino ad ora ricoperto, per un’identità in parte nuova e sconosciuta.

Andare in pensione è un passaggio emotivamente molto delicato proprio perché comporta una ridefinizione di se stessi, dei propri equilibri e delle abitudini personali e che può far emergere emozioni diverse, tra cui anche tristezza, delusione e senso di vuoto.

Di fronte ad un avvenimento di questo tipo, le reazioni sono molteplici.

Molte persone sperimentano un forte senso di libertà, che diventa la spinta motivazionale a cercare nuovi stimoli e a dedicarsi ad attività fino a quel momento trascurate.

Altre sviluppano delle forme di disagio che è bene non sottovalutare, come ad esempio il profondo cambio di routine oppure l’assenza di una rete sociale esterna all’ambiente lavorativo.

Tenuto conto di ciò, è comune e frequente che nascano diverse atteggiamenti riguardo al pensionamento.

Che domande farsi prima di andare in pensione e come affrontare al meglio questo passaggio di vita?

Nell’articolo di oggi ci soffermeremo sui falsi miti che ruotano attorno al pensionamento e che spesso impediscono alle persone di viverlo serenamente. Proporremo anche dei consigli pratici e delle strategie per affrontare questa fase e per ricostruire una nuova routine personale.

L’impatto psicologico del pensionamento: i falsi miti

L’immaginario che ruota attorno alla transizione verso la pensione è vario e sfaccettato: per molte persone è una tappa sognata che sancisce una liberazione; per altre è la naturale conclusione di un passaggio di vita; per altre persone ancora può essere qualcosa di spaventoso e destabilizzante.

donna anziana sorridente

I luoghi comuni relativi al pensionamento che nascono all’interno dell’immaginario sociale sono principalmente tre.

Il primo riguarda il fatto che il pensionamento è spesso considerato in maniera molto negativa: è visto come l’inizio della vecchiaia e del decadimento fisico, che porterà alla fine dell’esistenza.


Il secondo pregiudizio molto comune è che al pensionamento corrisponda la fine della vita attiva, quindi una routine svuotata dalle abitudini condotte fino a quel momento e caratterizzata da sentimenti di solitudine e noia.


Il terzo pregiudizio è relativo ai lavoratori senior, coloro che stanno per andare in pensione. Sono spesso considerati una forza-lavoro marginale e conseguentemente viene sottovalutato l’impatto della loro perdita sull’ambiente di lavoro.


Per evitare di cadere in queste false credenze relative al pensionamento, è importante considerarlo come una transizione psicologica, emotiva e sociale che la persona vive verso una nuova tappa della vita, e non solo come una semplice cessazione di un contratto lavorativo.

Tale cambiamento, infatti, si dispiega in più fasi:

  • si inizia con il pre-pensionamento, in cui si continua a lavorare e in cui ci si prepara per la pensione;
  • in un secondo momento c’è il neo-pensionamento, ovvero il primissimo periodo dopo la pensione, in cui si vive il maggior senso di instabilità e incertezza
  • infine, passati alcuni mesi dalla data effettiva, è possibile parlare di pensionamento vero e proprio, ovvero la fase di maggiore stabilità in cui saranno state create nuove abitudini e routine.

A ciascuna di queste fasi è importante dedicare la giusta attenzione e cura al fine di garantire una buona comprensione nel momento in cui si manifestassero delle difficoltà.

Consigli pratici per affrontare il pensionamento al meglio

La parola d’ordine per affrontare il pensionamento con maggiore serenità è pianificazione: è importante fermarsi e osservare la situazione attuale in cui ci si trova per individuare i propri desideri e definire nuovi obiettivi.

Ecco alcuni consigli pratici.

1. Pianifica il pensionamento

Andare in pensione non è qualcosa che accade, ma è un passaggio che richiede di essere pianificato in modo da arrivare sufficientemente preparati e consapevoli.

Pianificare la pensione da un punto di vista sia finanziario sia organizzativo, permetterà di ridurre l’ansia e il senso di impotenza che possono sopraggiungere.

La pianificazione di nuove abitudini non è esclusivamente qualcosa di pratico, in cui si decide di scrivere delle attività e le si inserisce nella propria settimana.

Pianificare un passaggio di vita, come la pensione, coinvolge anche il processo di immaginazione di sé nel futuro: che persona desidero essere da qui in avanti? Di fronte a questa occasione, quali sono gli aspetti della mia vita che voglio cambiare e che voglio mantenere?

È importante porsi domande di questo tipo che aiutano a riflettere sulla propria identità, perché dare inizio a un cambiamento di routine partendo da una motivazione personale e profonda, garantisce che la pianificazione futura sia più solida e duratura.


2. Ridurre l’impatto psicologico del pensionamento: ripianifica una nuova routine

Anche se inizialmente sentirsi completamente liberi da impegni può essere esaltante e piacevole, per contrastare il possibile senso di inutilità successivo a questo momento, è importante creare una nuova routine.

Stabilire degli impegni quotidiani può aiutare a dare una struttura alle nuove abitudini; individuare gli hobby che si amano e le esperienze che si è sempre desiderato fare può essere un obiettivo da cui partire; inserire un’attività fisica di qualsiasi genere è un modo per prendersi cura della propria salute; infine, programmare dei viaggi durante l’anno permette di mantenere un buon livello di ottimismo.


3. Rafforza le relazioni

Il periodo della pensione è un ottimo momento per rafforzare le relazioni già presenti, familiari ed amicali, proprio per garantire una rete sociale solida. Allo stesso modo è consigliato creare nuove occasioni di socializzazione attraverso la frequentazione di corsi, di associazioni e di luoghi di aggregazione per ritrovare un senso di appartenenza in attività e gruppi con cui condividere degli stessi interessi.

È necessario soffermarsi sull’importanza della rete sociale in questa fase di vita, perché il rischio a cui si va incontro è l’isolamento, che a sua volta è fattore di rischio per vari disagi tipici dell’età anziana.

Molte persone hanno investito grandi energie ed aspettative nel proprio passato lavorativo e nel ruolo ricoperto. Il luogo di lavoro, per queste persone, può aver rappresentato non solo una conferma delle proprie competenze e del proprio valore come persona, ma può esser stato l’ambiente principale di socialità.

In queste situazioni, è necessario uno sforzo in più volto a garantire la costruzione di un equilibrio personale e sociale soddisfacente, dentro cui la persona possa individuare nuove relazioni di riferimento appaganti e possa percepire il proprio valore, al di là del ruolo lavorativo ormai passato.

Rete sociale persone anziane

Per concludere

Il pensionamento, come abbiamo visto, rappresenta un momento estremamente delicato della propria esistenza in cui si rinegoziano nuove immagini di sé e si disegnano nuovi obiettivi.

È un passaggio di vita in cui si possono provare emozioni anche spiacevoli, quali rabbia e vissuti di depressione, che la persona fatica a legittimare. Per questo motivo è importante non sottostimare le possibili criticità che possono derivare dall’andare in pensione e chiedere aiuto di un professionista nel momento in cui ci si sente sopraffatti.

Come in ogni passaggio tra una fase di vita e l’altra, anche qui ci ritroviamo a vivere una tensione tra ciò che lasciamo e ciò che troveremo: si lasciano desideri che non ci appartengono più e parti di sé che non ci rappresentano, per qualcosa di sconosciuto ma comunque immaginato.

Di fronte ad una trasformazione così profonda è comune provare paura e non sentirsi mai pienamente pronti ad affrontare il salto, proprio per questo motivo può essere utile e arricchente cambiare punto vista: guardare a tale come cambiamento come occasione di scoperta di sé e di apertura verso il mondo e non come perdita.