Il cambiamento – è il caso di dirlo – fa parte della vita. Fin da quando siamo bambini, tutti i giorni siamo chiamati ad affrontare sfide crescenti con strumenti nuovi. In teoria, quindi, il cambiamento dovrebbe essere parte del nostro DNA, ma in realtà la situazione non è così semplice. Il nostro sistema mente-corpo, benché programmato per adattarsi a situazioni differenti, non ama affrontare i cambiamenti: quando si parla dell’importanza di uscire dalla nostra “zona di comfort”, si fa riferimento proprio al lavoro che dobbiamo fare per affrontare una fase di transizione. La situazione di emergenza che stiamo vivendo ci ha confrontato con la necessità di attuare cambiamenti significativi al nostro stile di vita. Vediamo quali sono le risposte emotive più comuni nell’affrontare questa delicata situazione e quale atteggiamento possiamo assumere per mantenere una buona salute emotiva.

Emozioni e cambiamento

Cambiare abitudini di vita – per quanto sia una scelta salutare nella maggior parte dei casi – implica un lavoro di adattamento che include, innanzitutto, la nostra disponibilità ad agire e pensare in modo diverso da come eravamo soliti agire. Il vissuto più comune è di ambivalenza: da una parte, si coglie l’opportunità di organizzarsi in maniera differente, perché razionalmente comprendiamo le ragioni del cambiamento; dall’altra, si tende a perdere di vista l’obiettivo e la funzione stessa del cambiamento, pertanto possiamo trovarci a vivere sentimenti di passività rispetto alla situazione in atto. Il vissuto di ambivalenza tende a perdurare fino a quando il cambiamento non diventa parte della nostra realtà: il grado di familiarità sviluppato ci permette di ridurre l’ambivalenza e integrare le nuove abitudini come parte della nostra realtà presente.

Dal punto di vista emotivo, il cambiamento può fare paura. Tutte le volte che siamo chiamati a cambiare per circostanze estranee al nostro controllo, tendiamo a perdere la percezione delle risorse in nostro possesso, che sono gli unici strumenti sui quali possiamo fare affidamento per sentirci psichicamente integri e capaci di gestire la nostra vita. Il vissuto prevalente è di incertezza, ossia uno stato di apprensione che dipende dal perdurare di una situazione esterna percepita come minacciosa. Tuttavia, l’aspetto che dobbiamo tenere in maggiore considerazione è che il senso di incertezza non dipende unicamente dalla realtà che stiamo affrontando (nel contesto attuale, un’emergenza sanitaria su scala mondiale) ma dalla mancanza di controllo sulla situazione esterna. In quest’ottica, tutti i cambiamenti che decidiamo noi, essendo percepiti sotto il nostro controllo, sono considerati positivi e quindi ci piacciono di più, mentre i cambiamenti che non possiamo decidere noi sono percepiti fuori dal nostro controllo e quindi sono temuti.

L’atteggiamento vincente per affrontare il cambiamento

Che cosa dobbiamo fare per affrontare un cambiamento inaspettato o non deciso da noi? La strategia più efficace è spostare l’attenzione dalla mancanza di controllo sulla situazione generale alle risorse che abbiamo a disposizione per affrontare le singole sfide. In pratica, si tratta di non concentrarsi su ciò che non possiamo fare ma su ciò che possiamo fare; oppure, passare dall’aspettativa del controllo a una prospettiva di gestione. Ricordiamoci sempre, infatti, che le nostre capacità di gestione sono gli unici strumenti che ci permettono di evolvere lungo tutto il nostro percorso di vita, non tanto il fatto di poter controllare una data situazione. Come insegna la filosofia, il desiderio dell’Uomo di dominare il mondo porta spesso le persone a credere di avere tutto sotto controllo, anche quando ciò non è concretamente possibile. Il particolare momento storico che stiamo vivendo fa capire proprio quanto sia importante gestire una situazione anche quando essa non è sotto il nostro completo controllo.

Nella situazione attuale, considerate le restrizioni a cui sono sottoposte le persone al fine di ridurre l’avanzata dell’epidemia, la soluzione meno efficace è fare affidamento su una rapida risoluzione della situazione. Questo perché, in primis, non aiuta psicologicamente ad accettare il periodo che stiamo vivendo; in secondo luogo, perché non ci fa trovare le giuste soluzioni per mantenere una buona qualità di vita. Nell’ipotesi che questa situazione permarrà per un tempo indefinito, ciò che possiamo fare per vivere serenamente il nostro presente si può riassumere in quattro semplici strategie.

  1. Darsi piccoli obiettivi quotidiani. Per contenere lo stress legato al confinamento e ai cambiamenti di routine è fondamentale organizzarsi: per esempio, fare un elenco giornaliero di cose da fare, sia di lavoro sia di vita privata. Avere in mente gli obiettivi e i passi necessari di ogni giornata è di grande aiuto, sia per mantenersi mentalmente attivi sia per evitare di cadere nella tentazione di procrastinare i compiti quotidiani.
  2. Darsi uno stile di vita sano. La necessità di stare a casa e i cambiamenti imposti al nostro stile di vita potrebbero condurre a un logoramento generale. Nel limite del possibile, dobbiamo invece sforzarci per mantenere uno stile di vita sano: in primis, avere cura del luogo in cui siamo chiamati a trascorrere il nostro tempo e svolgere attività piacevoli, da soli così come in compagnia.
  3. Fare esercizio fisico. L’attività fisica è importante per il benessere fisico e mentale, per questo è particolarmente efficace nel contrastare lo stress. In genere, chi non fa attività fisica lamenta la mancanza di tempo. In questo momento, però, chi è a casa e abitualmente va al lavoro, ha a disposizione il tempo che in genere spende per gli spostamenti e parte di questo tempo può impegnarlo per fare attività fisica. Sono sufficienti 30 minuti al giorno di attività fisica a intensità moderata per migliorare lo stato di salute: l’importante è non darsi obiettivi irraggiungibili o poco sostenibili.
  4. Mangiare in modo equilibrato. Essere a casa significa avere la possibilità di scegliere cosa mangiare, ma implica anche la necessità di cucinare, per questo è importante organizzarsi. In primo luogo, poiché a casa abbiamo tutto a portata di mano, è bene mangiare nei momenti prestabiliti ed evitare di stuzzicare mentre si lavora o si studia. In secondo luogo, dobbiamo imparare a non sacrificare i nostri gusti, perciò è importante fare un planning settimanale di ciò che occorre avere in dispensa e pianificare cosa preparare. Ricordiamoci inoltre che il buon cibo è alla base delle abitudini che regolano i rapporti con i propri cari.

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