Adolescenti

Come psicologo ho potuto incontrare molti genitori di ragazzi adolescenti che arrivavano in studio con la richiesta costante di capire dove sia finito il loro “bambino” ormai scomparso da qualche tempo.

Questi genitori non riconoscono più i loro figli che manifestano comportamenti contraddittori, ribelli, scostanti e con cambi repentini di umore. Ma cosa sta accadendo? Come mai quei bambini ben conosciuti e prevedibili si sono volatilizzati lasciando al loro posto adolescenti con la testa fra le nuvole e con emozioni amplificate?

Le domande più comuni sono: “Come devo fare adesso? Come posso capire ciò che mi sta chiedendo mio figlio in questo momento? Come mai non riusciamo più a parlarci quando prima potevamo dialogare insieme, mentre adesso si chiude in camera per ore?”.

Questi sono piccoli esempi dei quesiti che i genitori degli adolescenti si possono porre in questo periodo di crescita complicato ma unico e irripetibile, ricco di occasioni fondamentali per lo sviluppo psicofisico dei propri ragazzi.

Il più delle volte la risposta a questi genitori è che non esiste un manuale d’uso, ma che è sicuramente in primo luogo è necessario fermarsi per ascoltarsi, tenendo conto di ciò che smuove dentro di sé, nel ruolo di genitore questo tipo di comportamento inaspettato e in secondo luogo osservare senza pregiudizi ciò che sta accadendo al proprio ragazzo, imparando a conoscerlo nuovamente.

Quali bisogni emergono in adolescenza? Quali ruoli per i genitori?

L’adolescenza è un periodo dello sviluppo psicofisico caratterizzato da noti cambiamenti sia fisici che psicologici, accompagnanti da una nuova e avvincete avventura alla riscoperta di se stessi e della realtà circostante. Si abbandona la fantasia infantile per una più concreta, basata sul desiderio di avventura che spinge ad esplorare nuovi luoghi e sperimentare un certo grado di autonomia. Il cambiamento avviene anche nella modalità relazionale: gli adolescenti iniziano a spostare la loro attenzione maggiormente verso il rapporto con il gruppo dei pari, necessario per effettuare un rispecchiamento con loro e ricercano l’indipendenza dagli adulti di riferimento, dai loro valori e dai loro ideali.

Questa ricerca di autonomia permette ai ragazzi di mettere in atto comportamenti di messa in discussione o distacco rispetto all’ambito familiare: i genitori vengono spesso criticati, ma rimangono in ogni caso un porto sicuro a cui tornare nei momenti di difficoltà e di delusione in questo nuovo momento di vita. Gli adulti di riferimento presenti nella vita degli adolescenti (genitori, educatori, insegnanti…), si possono sentire smarriti e spaventati da questo desiderio di emancipazione e di conseguenza impreparati a far fronte ai cambiamenti che stanno vivendo i ragazzi. In alcuni casi la risposta a questa richiesta di autonomia è, da parte degli adulti, un incremento di bisogno di dipendenza e una messa in guardia dei pericoli presenti nel mondo e i rischi della novità.

Gli adolescenti sentono la necessità di rifiutare le imposizioni degli adulti, vogliono leggere la realtà in modo nuovo e sperimentarsi con le proprie gambe nello straordinario percorso che hanno intrapreso. La negazione di autonomia e indipendenza da parte dei genitori è la maggior causa di conflitti.

L’adolescenza rimane inoltre il tempo della ricerca e della formazione della propria identità, il potersi sentire amato e accettato in modo incondizionato per ciò che si è e per ciò che si è diventati nel corso di questo periodo. Da un lato avvertire la propria specificità e dall’altro la consapevolezza della propria diversità nei confronti dell’altro e della realtà. L’adolescente trova conferma di sé nel confronto con il gruppo dei coetanei e con gli adulti significativi con cui ha una relazione.

Il genitore che sa interrogarsi, sa porsi in ascolto

Un utile esercizio per genitori di adolescenti consiste nel provare a porsi queste semplici domande e stare in ascolto:

  • Chi eravamo da adolescenti e quali erano le nostre caratteristiche?
  • Chi erano e quali erano le caratteristiche degli adulti della nostra adolescenza?
  • Che rapporto c’era tra noi e i nostri adulti di riferimento?
  • Quali azioni, pensieri, comportamenti abbiamo messo in atto per conquistare la nostra autonomia?

Queste domande possono aiutare a focalizzare i propri vissuti rispetto ad un periodo di vita che tutti hanno attraversato con meraviglia, fatica o passione. Un momento del percorso della crescita che inevitabilmente ha posto di fronte a cambiamenti e possibili contrasti nei confronti degli adulti di riferimento.

In conclusione, non esiste una “ricetta magica” per comprendere i ragazzi nel periodo dell’adolescenza, ma esiste una soluzione efficace che è porsi in ascolto delle loro richieste e delle loro emozioni, facilitando un dialogo costruttivo e privo di pregiudizi, capace di creare confronto. Tutto questo funziona a patto però di legittimarsi a essere adulti coerenti, testimoni autentici della propria vita e promotori positivi di una maggiore autonomia e crescita personale.

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