Austima

L’alfabeto del benessere parte dalla stima di sé in quanto, pur essendo una qualità variabile nell’arco di vita di ogni individuo, è una delle dimensioni portante della personalità.

“Non vediamo le cose per come sono ma per come siamo”
Anais Nin

Cos’è l’autostima?

In realtà è qualcosa di semplice e personale; l’autostima non è altro che una stima, una valutazione, è  la risposta derivante dalla domanda: ”Cosa penso di me?”.

L’autostima è qualcosa che si possiede e la si inizia a sviluppare sin da piccoli, continuando ad alimentarla con le esperienze di vita. Ogni persona ha un’immagine di sé, la quale -come un mosaico- lentamente prende forma in base all’esperienza con l’altro; Il grado personale di autostima non è perciò un dato biologico o costituzionale ma il risultato delle modalità con cui ogni individuo, sin dall’infanzia, interpreta, elabora e valuta l’efficacia delle sue azioni e delle sue decisioni in ambito affettivo, scolastico, sociale, professionale e sentimentale.

Anche il contesto gioca un ruolo fondamentale, ad esempio un approccio genitoriale rigido e intransigente spesso con attese irrealistiche, può rendere difficoltoso la costruzione di una buona autostima.

La stima di sé si crea dal confronto tra l’immagine che ciascuno ha di se stesso e l’immagine di ciò che vorrebbe essere. In questo senso, tanto più il “come sono” è lontano dal “come vorrei essere” tanto più si può provare insoddisfazione nei propri confronti.
Un esempio può essere quello di una persona che riferisce di vivere una relazione affettiva insoddisfacente; è probabile che nella sua mente immagini una relazione ricca e appagante mentre nella realtà quello che vive è un rapporto lontano dal suo ideale; pertanto l’immagine che percepisce di sé risulta indebolita.

Perché l’autostima è importante?

L’autostima è solo una componente del nostro benessere psicologico, ma funziona come una particolare lente che ingigantisce o riduce le nostre risorse personali.

Chi sperimenta sottostima, non sentendosi sufficientemente sicuro del proprio valore e delle proprie qualità, spesso può evitare di scegliere e agire per un eccessivo timore di sbagliare, sperimentando maggior incertezza e difficoltà a staccare dalla situazione problematica per cercare una soluzione e quando vive un insuccesso soffre maggiormente, associando l’accaduto esclusivamente ad una sua mancanza mentre quando sperimenta un successo tende a svalutarlo, sminuirlo. Chi sperimenta bassa autostima può vivere la sensazione di perdere il controllo dei propri stati d’animo sentendosi spesso mancare le forze e la determinazione per raggiungere i propri obiettivi.

L’aspetto da considerare quando si sperimenta una fragilità nell’ autostima è chiedersi: Cosa sto valutando di me stesso? In base a cosa? Per esempio si tende a focalizzare maggiormente l’attenzioni sugli errori perdendo di vista i successi.

La base da cui partire è quella di considerare che una minore autostima non è una condizione permanente; ci sono dei momenti e dei periodi particolari in cui la nostra autostima è minore e altri no.  Non è un concetto statico ma dinamico. Questo è connesso alla complessità delle sfide che ognuno incontra nella vita. Infine è importante considerare l’autostima come una spia d’ allarme, quando cala ci mette in guardia dal fatto che non stiamo considerando qualcosa di utile per noi, rischiando di trascurare i nostri reali bisogni e desideri.

Riconoscersi quotidianamente nel proprio valore da la possibilità di difendere un bene prezioso: se stessi.

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