La nostra idea di Welfare in UniCredit

Presente in 14 paesi nel mondo con 26 milioni di clienti, Unicredit è tra i primi gruppi di credito italiani ed europei. Dall’estate 2018, UniCredit ha affidato a Psya Italia la gestione del suo Employee Assistance Program (EAP) per i 46.000 dipendenti che conta sul territorio italiano proponendo a loro l’accesso gratuito ed anonimo al nostro Numero Verde Benessere, attraverso il quale vengono erogate consulenze psicologiche, fiscali e legali. In questa intervista, Monica Carta, Head of International Social Dialogue, Welfare & People Care di UniCredit ci racconta cosa significa il welfare aziendale per il Gruppo Unicredit e presenta le numerose iniziative attivate in favore del benessere dei suoi dipendenti.

Sono sempre più numerosi gli studi e le ricerche che dimostrano come un adeguato equilibrio tra vita professionale e vita privata influisca positivamente sull’ambiente di lavoro, sul coinvolgimento dei dipendenti e sul loro senso di appartenenza, contribuendo anche a migliorare la qualità di vita, il benessere. Qual è la tua esperienza?

Monica CartaMonica CartaNegli ultimi anni è cresciuto molto l’interesse delle persone nei confronti di temi come la qualità di vita, delle relazioni interpersonali e della gestione del proprio tempo. Ci siamo resi conto che, anche tra i nostri colleghi, è aumentato sensibilmente il desiderio di condurre una vita attiva, socialmente dinamica dove trovare spazio per le proprie passioni.

Abbiamo ritenuto quindi che un sistema di welfare tradizionale, fondato principalmente sull’assistenza sanitaria, previdenza integrativa e sui servizi rivolti alla famiglia non fosse più sufficiente. Per questa ragione, in UniCredit stiamo attivando diverse iniziative volte al miglioramento dell’equilibrio tra vita professionale e quella privata, sviluppando la nostra offerta di welfare a seconda dei bisogni che cambiano, mettendo al centro dell’attenzione le persone in quanto tali, il loro tempo e il loro benessere psico-fisico.

Uno degli strumenti di maggior successo nel nostro Gruppo è il Lavoro Agile, un nuovo modo di lavorare, sperimentato dal 2014, favorito dall’evoluzione digitale che permette a un gruppo sempre crescente di colleghi di lavorare una volta alla settimana anche da casa o da hub aziendali. Inoltre, lo scorso novembre, UniCredit -prima nel settore bancario europeo- ha firmato una Dichiarazione Congiunta con le organizzazioni sindacali internazionali, concordando azioni concrete per supportare il work-life balance in tutti i paesi in cui il Gruppo è presente.

Nello specifico, da quest’anno, in Italia, abbiamo messo a disposizione dei colleghi nuovi permessi retribuiti per i principali “eventi chiave” della vita, come la stipula del mutuo, il trasloco, la laurea o il matrimonio dei figli, e altre iniziative innovative, come la possibilità di convertire il premio di produttività in giornate di permesso.

Un altro progetto distintivo, nato l’anno scorso, è dedicato al ben-essere nelle sue diverse dimensioni: alimentare, fisico, cognitivo-emotivo e relazionale. Per questo, abbiamo avviato un percorso di sensibilizzazione sui temi del benessere individuale, inteso come condizione dinamica di equilibrio personale, facendoci affiancare da partner qualificati e riconosciuti. Pensiamo così di poter rafforzare le risorse individuali dei colleghi, potenziando l’energia, aumentando la capacità di consapevolezza e la gestione positiva dei propri comportamenti.

Ci puoi presentare a grandi linee il piano welfare di UniCredit. Quali sono i suoi punti di forza?

In UniCredit il welfare aziendale ha solide basi ultracentenarie: il primo Fondo Pensione, quello di Credito Italiano, è stato costituito nel 1905, dando origine all’attuale sistema di previdenza complementare. Il welfare è stato fin dall’inizio uno strumento fondamentale nella creazione dell’identità aziendale, accrescendo il senso di appartenenza. L’offerta tradizionalmente comprendeva, oltre alla previdenza, l’assistenza sanitaria integrativa, importanti agevolazioni finanziarie e i circoli ricreativi che hanno contribuito a costruire una cultura di gruppo inclusiva. Durante gli anni, con le varie acquisizioni, i servizi e le agevolazioni sono stati via via estesi a tutti i colleghi italiani.

Negli ultimi anni si è poi aggiunto il Conto Welfare, uno dei più innovativi pilastri del nostro sistema di welfare attuale, dal momento che aumenta il potere d’acquisto dei colleghi in modo sostenibile per l’azienda. UniCredit offre la possibilità di versare alcune componenti variabili della retribuzione su uno speciale “Conto Welfare” che possono essere utilizzate per finanziare servizi di welfare a sostegno della salute, per la scuola e la formazione, per attività culturali e sportive, per viaggiare, per la mobilità e la previdenza integrativa, anche per i propri familiari.

Per noi il welfare è un sistema in continua evoluzione, come un viaggio. Per questo si adegua nel tempo alle esigenze dei colleghi, cambiando in base alle diverse fasi del loro percorso e crescita in azienda. Il nostro welfare aziendale affianca l’offerta pubblica e integra a tutti gli effetti le politiche gestionali dell’azienda, rappresentando una leva strategica. Una modalità essenziale di attraction, da un lato, e di retention dall’altro, in linea con la mission della struttura di Human Capital che è quella di creare un ambiente di lavoro positivo, in cui i colleghi siano completamente ingaggiati e contribuiscano attivamente al successo dell’azienda.

Tra le ultime novità proposte da UniCredit ai propri dipendenti, c’è anche l’accesso al Numero Verde Benessere di Psya. Perché la scelta di integrare questo servizio nel vostro pacchetto welfare? Quali sono i benefici per il Gruppo? E per i dipendenti?

Il Numero Verde Benessere è un progetto che abbiamo fortemente voluto come iniziativa di ascolto attivo per promuovere concretamente una cultura basata sul rispetto delle persone e delle loro esigenze, fondamento essenziale per creare un ambiente di lavoro positivo.

Sono tante le situazioni quotidiane che possono influenzare il nostro equilibrio emotivo e il nostro benessere, diversi i momenti in cui abbiamo bisogno di fare chiarezza e in cui può essere fondamentale il consiglio imparziale di un professionista esterno, per un supporto psicologico o magari per una consulenza legale o fiscale. Anche in queste occasioni, pensiamo che l’azienda possa stare vicino al collega, supportandolo in quanto persona, anche nella gestione delle sue sfide personali.

Un’ultima domanda: cosa consiglieresti ai tuoi colleghi che si occupano di benessere sul lavoro?

Penso che non si possa più fare distinzione tra il benessere al lavoro e il benessere della persona. I progetti che mettiamo in campo hanno una valenza per l’individuo nella dimensione professionale e personale insieme, anche per la collettività. Venendo incontro ai bisogni delle persone e delle loro famiglie, il welfare permette alle aziende di creare anche valore sociale. Penso alle nostre iniziative che supportano, ad esempio, i colleghi care-giver nella gestione dei genitori anziani non autosufficienti, oppure ai servizi di orientamento dedicati ai figli diplomandi che devono scegliere l’università o il lavoro, oppure a iniziative che agevolano la mobilità.

Vogliamo creare una catena di valore che abbia un effetto positivo sui territori e le comunità in cui siamo presenti, sulla società e sul paese.

 

Immagini : credit fotografici UniCredit

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